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Manutenzione predittiva nelle lavapezzi: segnali, dati e interventi

Scritto da Geicos group
il 17 febbraio, 2026

Le lavapezzi industriali lavorano spesso in modo silenzioso: fanno il loro dovere ciclo dopo ciclo, finché un giorno qualcosa cambia. I tempi si allungano, i risultati diventano meno costanti, i consumi salgono, i filtri si intasano più spesso. A quel punto, la manutenzione diventa urgente e il fermo macchina entra in agenda nel modo peggiore, cioè non programmato.

La manutenzione predittiva nasce per evitare questo scenario. Non richiede rivoluzioni tecnologiche, ma un approccio gestionale che parte dai dati già disponibili (anche semplici) e arriva a decisioni più tempestive e mirate. In questo articolo vediamo come applicarla alla tua azienda.

 

Le differenze fra manutenzione correttiva, preventiva e predittiva

Manutenzione correttiva

L'intervento dopo il guasto. È la più costosa in termini di fermo impianto e di effetto domino (ritardi, rilavorazioni, urgenze ricambi).

Manutenzione preventiva

Intervento a scadenza (ore di lavoro, numero cicli, calendario). Riduce i guasti, ma può portare a manutenzioni non necessarie e non intercetta sempre i problemi fuori standard (contaminanti variabili, carichi diversi, utilizzo reale).

Manutenzione predittiva

Intervento in base alle condizioni reali della macchina e del processo: si osservano segnali e trend per prevedere quando le prestazioni iniziano a degradare. È l’approccio che i programmi di condition monitoring formalizzano a livello generale (linee guida ISO 17359).

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La lavapezzi parla prima del guasto: i segnali da monitorare

Una lavapezzi raramente passa da perfetta a ferma senza avvisare: il tuo obiettivo è imparare a identificare i segnali. I più utili si dividono in quattro famiglie.

Segnali di consumo

  • Energia: aumento kWh per ciclo o per lotto a parità di produzione;
  • Acqua: volumi superiori al normale o incrementi di reintegro;
  • Detergente/additivi: consumo anomalo, correzioni più frequenti del bagno;

Questi scostamenti spesso anticipano problemi di filtrazione, efficienza termica, perdite, cicli non ottimizzati.

Segnali di tempo ciclo e produttività

  • Ciclo medio più lungo a parità di carico;
  • Tempo di fermo micro (attese, reset, ripartenze);
  • Riduzione della capacità effettiva (meno pezzi/ora).

Sono indicatori semplici, utili anche senza sensori: bastano contatori cicli e un registro dei tempi.

Segnali di resa di pulizia

  • Più rilavorazioni/rilavaggi;
  • Residui ricorrenti in aree specifiche (cavità, fori, zone d’ombra);
  • Variabilità tra lotti.

Qui la manutenzione predittiva si lega alla qualità: la perdita di prestazione è spesso un sintomo di problemi meccanici (ugelli ostruiti, pompe in calo), chimici (bagno degradato) o gestionali (carico non corretto).

Segnali di intasamento e stress del sistema

  • Filtri che si intasano più spesso;
  • Delta pressione che cresce (se disponibile);
  • Pompa che lavora fuori curva (rumore, vibrazioni, temperatura);
  • Allarmi ripetuti su livelli, temperature, pressioni.

ISO 17359 cita parametri tipici per il condition monitoring (vibrazioni, temperatura, portate, contaminazione, potenza) proprio perché correlati alle condizioni reali delle macchine.

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Come individuare la degradazione del bagno

In molte applicazioni, la stabilità del bagno di lavaggio incide quanto la meccanica. Alcuni segnali pratici di un funzionamento non ottimale sono:

  • Incremento di schiuma o comportamento anomalo in vasca;
  • Calo della resa senza cambiamenti di ciclo;
  • Odore/colore fuori norma rispetto al profilo abituale;
  • Sedimenti più abbondanti o rapidi;
  • Filtri saturi in tempi più brevi.

La gestione predittiva, qui, significa evitare sostituzioni a calendario e passare a sostituzioni a condizione, definite su soglie semplici (ore/cicli + indicatori di performance e/o test interni).

 

Alert e soglie senza stravolgere il reparto

La manutenzione predittiva funziona se è leggera. Il metodo migliore è una progressione in tre livelli.

1) Soglie operative basate su dati già disponibili

Ideale per partire subito:

  • Cicli/giorno e cicli totali;
  • Durata ciclo media;
  • Numero di rilavaggi;
  • Sostituzioni filtri;
  • Reintegri di acqua e detergente.

Per fare un esempio pratico: se la durata media del ciclo cresce del 10-15% per tre giorni, si apre un check rapido: filtri, ugelli, parametri, stato pompa.

2) Alert su trend, non su eventi singoli

Le soglie migliori guardano la tendenza, non il picco isolato. Ad esempio:

  • Tre valori consecutivi fuori range;
  • Incremento progressivo settimana su settimana;
  • Deviazione standard che aumenta (variabilità).

Valutare i trend delle lavorazioni evita falsi allarmi e rende l’alert credibile.

3) Integrazione con tecnologie di terzi

Qui entrano dashboard, telemetria, sensori aggiuntivi, CMMS o piattaforme IIoT. L’obiettivo resta semplice: stesso linguaggio del reparto con pochi indicatori ben scelti.

Un principio utile, preso dal mondo della manutenzione industriale, è portare il progetto “a scala” solo dopo una fase pilota ben definita (KPI chiari, ownership, routine).

 

Interventi tipici

Una volta definiti segnali e soglie, serve una tabella di risposta essenziale. Ecco alcuni esempi:

  • Consumi in aumento + resa stabile: controlla perdite, efficienza termica, tarature, isolamento, modalità stand-by;
  • Resa in calo + filtri saturi: ispeziona filtrazione, prefiltri, sedimenti e la gestione di trucioli/particolato a monte;
  • Resa in calo su zone specifiche: pulisci gli ugelli, verifica gli angoli di spruzzo, carico e posizionamento pezzi;
  • Rilavaggi in aumento: controlla il bagno (degradazione), i tempi e le temperature, la compatibilità tra contaminante e detergente;
  • Allarmi ripetuti: priorità a sensori, livelli, pompe, valvole, sicurezza.

Pochi controlli, in un ordine logico, con evidenza dei risultati.

 

Benefici della manutenzione predittiva: meno stop, meno costi imprevisti, più continuità

L’impatto più evidente è la riduzione dei fermi non programmati e delle urgenze. A livello industriale, molte analisi riportano benefici ricorrenti: meno downtime e minori costi di manutenzione grazie a interventi mirati e pianificati. In pratica, per una lavapezzi, i vantaggi si traducono in:

  • Disponibilità macchina più alta (continuità produttiva);
  • Riduzione rilavaggi e variabilità;
  • Minori sostituzioni preventive non necessarie;
  • Migliore previsione dei ricambi e delle finestre manutentive;
  • Rapporto più stabile tra processo di lavaggio e processi a valle.

 

Il contributo di Geicos Group

Una manutenzione predittiva efficace parte da una base: macchine configurate per lavorare in modo ripetibile e predisposte a raccogliere informazioni utili.

In Geicos progettiamo lavapezzi industriali personalizzate con attenzione a robustezza, accessibilità e gestione del processo e la possibilità di predisporre integrazioni e monitoraggi (anche tramite tecnologie di terzi) per rendere più semplice la lettura dei segnali e l’impostazione di soglie operative.

In fase di avviamento, possiamo inoltre fornire formazione specifica sul corretto utilizzo della macchina, con indicazioni operative su parametri, controlli, routine di ispezione e buone pratiche per mantenere prestazioni costanti nel tempo. È il modo più rapido per trasformare dati e segnali in abitudini di reparto che riducono imprevisti e fermi.